Quanto costa ricaricare un'auto elettrica a casa?
Una ricarica dal 20% all'80% di una batteria da 60 kWh, con una tariffa domestica di 0,25 €/kWh, costa circa 10,23 € e restituisce all'incirca 267 km di autonomia, ovvero circa 3,84 € ogni 100 km.
Quanto costa ricaricare alla colonnina pubblica?
Dipende dal tipo di colonnina. Una ricarica dal 20% all'80% può costare circa 20,45 € a una colonnina lenta in corrente alternata (0,50 €/kWh), 29,35 € a una colonnina veloce in corrente continua (0,75 €/kWh) e fino a 39,13 € alle stazioni ad altissima potenza in autostrada (1,00 €/kWh): circa 3,8 volte il costo della ricarica domestica.
Quanto costa fare 100 km con un'auto elettrica?
Il costo di 100 km con un'auto elettrica è di circa 3,84 € ricaricando a casa, mentre può salire fino a 11,01 € alla colonnina veloce e fino a 14,67 € in autostrada. Un'auto a benzina che consuma 8,0 litri ogni 100 km, con il carburante a 1,99 € al litro, ne spende circa 15,90 €.
Quanto si risparmia rispetto a un'auto a benzina?
Su 10.000 km all'anno il risparmio è di circa 1.207 €, confrontando la ricarica domestica (3,84 € ogni 100 km) con la benzina (15,90 € ogni 100 km). Il vantaggio si riduce molto se ricarichi prevalentemente alle colonnine veloci. Questo calcolo riguarda il solo rifornimento: non tiene conto di prezzo d'acquisto, assicurazione, bollo e spese di manutenzione.
L'auto elettrica inquina meno?
Su strada non emette nulla dallo scarico: niente anidride carbonica, ossidi di azoto o particolato dal motore, ed è il vantaggio che si sente di più in città. Il bilancio complessivo va però letto sull'intero ciclo di vita, perché contano sia come viene prodotta l'energia usata per ricaricare sia la costruzione della batteria: più la rete elettrica è alimentata da fonti rinnovabili, più il vantaggio cresce. Ricaricare con il proprio fotovoltaico è il caso migliore, perché riduce quasi a zero insieme la spesa e le emissioni della ricarica.
Come si calcola il costo di una ricarica?
Si moltiplica l'energia prelevata dalla rete per il prezzo dell'energia: costo in euro uguale kWh per prezzo al kWh. L'energia prelevata risulta superiore a quella che entra in batteria, perché una parte si perde durante la ricarica: 12% in corrente alternata, 8% in corrente continua. Per portare una batteria da 60 kWh dal 20% all'80% servono 36 kWh di carica, ma dalla presa escono circa 40,9 kWh: sono questi ultimi a essere pagati. Il calcolatore tiene già conto della perdita di energia in fase di ricarica.
Il consumo indicato è quello reale?
No, è il consumo basato sull'autonomia dichiarata dai costruttori. Nella guida di tutti i giorni si consuma di più, perché influiscono la velocità, le temperature, i percorsi in salita e lo stile di guida. Lo stesso vale per le auto termiche, i cui consumi dichiarati sono più bassi di quelli reali, quindi il confronto fra le due resta indicativo in entrambi i casi. Nel calcolatore è possibile modificare il consumo medio per ottenere risultati più realistici in base alla propria situazione.
Perché conviene ricaricare dal 20% all'80% e non fino al 100%?
Sopra l'80% la potenza di ricarica cala molto per proteggere la batteria, quindi l'ultimo tratto richiede molto più tempo del precedente. Restare dal 20% all'80% è anche la pratica consigliata dalla maggior parte dei costruttori per preservare la salute della batteria nell'uso quotidiano. La carica completa ha senso prima di un viaggio lungo.
Quanto tempo serve per ricaricare un'auto elettrica?
Per una ricarica dal 20% all'80% di una batteria da 60 kWh servono circa 5 h 32 min da una wallbox domestica e circa 23 min a una colonnina ad alta potenza. Il tempo dipende dalla potenza massima che l'auto accetta, non solo da quella erogata dalla colonnina: caricare più in fretta di quanto il veicolo consenta non è possibile.
Con il fotovoltaico si può ricaricare gratis?
Quasi: ricaricando con l'energia prodotta dal proprio impianto il costo del “pieno” tende a zero, perché quei kWh non vengono acquistati dalla rete. Chi percorre 10.000 km all'anno, per esempio, può passare da circa 384 € all'anno di ricarica a una spesa quasi nulla, ma a due condizioni: l'auto deve essere in carica quando l'impianto produce (di giorno), oppure serve una batteria di accumulo. Il vantaggio reale è che ogni kWh autoconsumato vale quanto lo si sarebbe pagato in bolletta (0,25 €/kWh), molto più di quanto si incassa rivendendolo alla rete: ricaricare l'auto è uno dei modi migliori per autoconsumare la produzione. Nel calcolatore è possibile simulare lo scenario con il fotovoltaico impostando il prezzo dell'energia a 0 €/kWh, oppure al costo reale dell'accumulo (in caso la ricarica avvenga di sera).
Serve una wallbox o basta la presa di casa?
La presa domestica funziona, ma eroga circa 2,3 kW: per una ricarica completa possono servire più di dieci ore, e la presa non è pensata per assorbimenti elevati e prolungati. Una wallbox arriva a 3,7 o 7,4 kW su impianto monofase può ridurre i tempi in modo sensibile e integra le protezioni elettriche adeguate. Il costo dell'energia non cambia: quello dipende dalla tariffa, non dalla presa.