Wallbox per la ricarica domestica di un'auto elettrica Auto Ricariche

Quanto costa una wallbox: il prezzo in breve

Il prezzo della sola wallbox, orientativamente, parte da qualche centinaio di euro, variabile a seconda di potenza e funzioni. La spesa complessiva, sommando l’installazione, può essere circa 1.000 €.

Da cosa dipende il prezzo della wallbox

  • Potenza scelta: un apparecchio trifase costerebbe più di un monofase, richiedendo un impianto adeguato.

  • Distanza tra wallbox e quadro elettrico: può incidere più dell’apparecchio, dato che più cavo significa più opere murarie e un garage lontano dal contatore, per esempio, può raddoppiare la spesa di posa.

  • Eventuale aumento della potenza contrattuale: dipende da quanto assorbe già il resto della casa.

Wallbox da 7,4 kW o trifase: quanto cambia il prezzo

Una wallbox monofase da 7,4 kW è la soluzione più economica e copre la ricarica notturna di quasi tutte le auto. Una wallbox trifase da 11 kW o 22 kW costerebbe di più, sia come apparecchio sia come impianto, perché la trifase va richiesta al distributore se non c’è già.

La spesa in più si giustificherebbe se l’auto potesse sfruttarla: tra le auto elettriche presenti in questo sito web, per esempio, 50 su 53 accettano al massimo 11 kW in corrente alternata.

Il prezzo della wallbox comprende l’installazione?

Il prezzo della wallbox, generalmente, non comprende l’installazione, ma riguarda il solo apparecchio. L’installazione è un intervento su un impianto elettrico e va fatta da un tecnico abilitato, con dichiarazione di conformità. È la voce che rende il prezzo finale diverso da casa a casa, quindi conviene farsi fare un sopralluogo prima di confrontare i preventivi.

Quale potenza scegliere per la wallbox

Più potenza non significa sempre ricarica più veloce: conta il minore fra ciò che eroga la wallbox e ciò che accetta l’auto in corrente alternata: su un’auto che si ferma a 11 kW, una wallbox da 22 kW non farebbe guadagnare tempo e costerebbe di più.

Prima di scegliere la potenza della wallbox può essere opportuno verificare la ricarica massima in AC dichiarata per il proprio modello di auto elettrica.

Cosa serve dal punto di vista elettrico per la wallbox

La wallbox va su una linea dedicata, protetta da un proprio differenziale e non condivisa con le altre prese di casa. È un carico che resta acceso per ore a corrente quasi costante, diverso da un elettrodomestico normale.

La potenza contrattuale può essere già al limite con il resto della casa. In quel caso l’installatore può proporre due opzioni: un contatore dedicato, oppure un dispositivo di gestione del carico che ridurrebbe la potenza della wallbox quando il resto della casa assorbe di più (invece di far scattare il contatore).

Wallbox o presa domestica?

La presa domestica (Schuko) eroga poca potenza ed è pensata per usi occasionali, dato che utilizzerebbe un impianto non progettato per ore di carico continuo.

La wallbox carica più in fretta, in sicurezza e con funzioni utili come la programmazione e la gestione dei carichi.

L’investimento si ripaga in comodità e sicurezza più che in risparmio, soprattutto per chi ricarica ogni giorno. La tariffa dell’energia resterebbe, generalmente, la stessa: cambiano la velocità e le protezioni.

Incentivi per la wallbox

In alcuni periodi potrebbero essere disponibili incentivi statali o regionali per l’acquisto e l’installazione di una wallbox.

Gli incentivi andrebbero verificati sui canali ufficiali al momento dell’acquisto.

Quanto si risparmia ricaricando l’auto elettrica con una wallbox

Con una wallbox si applica la tariffa domestica che, solitamente, risulta già la più conveniente rispetto ad altri scenari di ricarica.

La guida al costo per 100 km riporta i numeri: quanto costano 100 km a casa rispetto a colonnina e autostrada, con il risparmio rispetto alla benzina.

Il calcolatore permette di calcolare i costi di ricarica per i vari modelli di auto elettrica, nei vari scenari.

Le informazioni contenute in questo articolo non sono ufficiali e hanno carattere indicativo. Costi, tempi e caratteristiche possono variare in base a tariffe, modelli, impianti, periodi e condizioni d'uso. È opportuno verificare i dati presso fonti ufficiali, con l'eventuale supporto di consulenze professionali, prima di prendere qualsiasi decisione.

Calcolatore costi di ricarica

Livello batteria da ricaricare

L'intervallo di carica consigliato è 20% → 80%.


Auto di confronto (termica)

Fonte dati veicoli: OpenEV Data (Licenza dataset: CDLA-Permissive-2.0).

Fonte prezzi carburanti: Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica — Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi (Licenza dataset: IODL 2.0) – Settimana 24-30 agosto 2026 – Prezzi praticati in modalità self-service per benzina e gasolio.

Metodologia di calcolo: Il calcolo tiene conto della perdita di energia in fase di ricarica (12% in AC e 8% in DC). I dati di partenza sono modificabili in base alle tariffe applicate, alle abitudini e alle specifiche del veicolo.

Avvertenze: I risultati sono indicativi. L'autonomia effettiva dipende dal comportamento di guida, dalle condizioni del veicolo, dal tipo di strada, dal clima e da altri fattori esterni. Ricaricare oltre l'80% potrebbe comportare l'usura della batteria e l'aumento dei tempi di ricarica.